Nuovi regimi fiscali per i freelance?

Come abbiamo detto in passato anche su Italianwebdesign, esiste un modo per iniziare la nostra attività da freelance anche senza aprire ancora la partita iva. Si tratta della ricevuta con ritenuta d’acconto.

Riassumendo: fino a 5.000 euro annuali si può lavorare per uno o più committenti emettendo queste ricevute che vanno a comporre il reddito annuale da dichiarare.

Aprire la partita iva è invece un passo successivo da compiere se effettivamente il nostro lavoro ingrana e prevediamo incassi maggiori, o ne abbiamo necessità per poter lavorare in qualche azienda.

Chi la apre per la prima volta gode di regime fiscale facilitato, detto dei minimi. Non entro nei dettagli, ma in Italia è davvero l’unico strumento che abbiamo attualmente per pagare meno tasse rispetto a quante se ne pagano in regime normale, e poter avviare e proseguire un’attività da imprenditore o freelance.

Per cui se ne avete l’opportunità e avete deciso che questa è la vostra strada, approfittatene. Io sono rientrata per anni in questo regime e ho lavorato bene e senza troppi assilli di tasse a fine anno. C’erano, ma non erano da strapparsi i capelli, innanzitutto per l’Iva che non era da aggiungere in fattura e quindi non da pagare allo Stato.

Ebbene, sembra che lo Stato abbia in lavorazione qualcosa di nuovo. Speriamo noi, qualcosa che agevoli un po’ tutti. I tempi non sono brevi, ma staremo a vedere.

Chi di voi ha partita iva? Come va?

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