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Di quando Amazon mi ha regalato un’Alexa Echo

Alexa oramai fa parte della vita di molti, è stata una delle prime AI ad entrare nelle nostre case, non senza diffidenza iniziale. Siri esisteva già da 6 anni almeno sugli iPhone, e timidamente l’assistente Google tramite apparecchietto a sé si era già fatto avanti un paio di anni prima, ma in Italia eravamo ancora indietro sulla pubblicazione di questi progetti.

Ti starai dicendo: sì va bene ma andiamo al sodo, com’è che ti hanno regalato Amazon Alexa?

Da buona cliente Amazon Prime, il 25 maggio 2018 mi sono ritrovata questa mail, che sarà stata inviata a diverse persone. A proposito, se sei fra i fortunati raccontami come hai preso la novità, nei commenti!

In sintesi: mi regalavano un’Alexa, che in Italia ancora doveva uscire ufficialmente, per testarla ed insegnarle a rispondere e in italiano.

 

Da buona itaiana-napoletana diffidente mi dicevo: dove sta la fregatura? Il link nell’email non era sospetto, non mi chiedevano dati sensibili o login…ok confermo, voglio partecipare.

 

Dopo pochi giorni effettivamente mi arriva questo apparecchio:

Amazon Alexa Echo

e ci prendo confidenza, ci divertiamo a configurarla e a seguire le indicazioni che ci mandano via mail, per “istruirla” come qualsiasi buona AI agli esordi, alle domande, alla lingua italiana soprattutto, e devo dire, funziona alla grande!

 

Per gli anni successivi (spoiler: è rimasta a me senza doverla rendere) mi ha fatto da cassa audio, anche perché ha un subwoofer potente, e da: meteo, timer, radio e riproduttore di Spotify, player per alcuni giochi come Akinator e Trivial Pursuit.

 

Ma io lo so che ti stai ancora chiedendo: perché a te sì e a me no?

Mi sono fatta la stessa domanda, e la risposta che mi sono data, rispetto ad altri che spendevano più di me su Amazon, è che io lasciavo sempre recensioni per qualsiasi articolo comprassi. Mi sentivo in debito e le mail di Amazon mi convincevano a farle lasciare. Rispondevo anche spesso alle domande fatte dagli utenti rispetto ai prodotti già acquistati, e credo che Amazon vedendomi molto reattiva pensasse che avrei potuto contribuire alla crescita della loro Ai testandola (insieme ad altre migliaia di utenti, sia chiaro, io non sono poi così speciale!)

E all’azienda cosa viene in tasca?

Tutto questo non per dirti che sono stata brava o che ho avuto fortuna, ma vediamola dalla parte dell’azienda, cosa ha fatto con questa operazione?

  1. ha selezionato gli utenti più “reattivi” che servivano al suo scopo
  2. li ha fatti sentire parte della “famiglia” chiedendo loro se volevano partecipare e contribuire al progetto
  3. li ha premiati con un regalo 

 

Ottenendo così ciò di cui aveva bisogno: persone reattive che non si sarebbero semplicemente intascate il regalo e magari rivenduto, ma che avrebbero interagito con esso contribuendone alla crescita.

 

Sono stata molto orgogliosa di aver partecipato, ho risposto ai sondaggi e proposto le attività che mi suggerivano, e dopo poco, prima del lancio della versione definitiva al pubblico, mi hanno scritto che potevo tenerla e continuare ad utilizzarla. Ed è ancora felicemente utilizzata a distanza di 5 anni, anche se poi la famiglia si è allargata ^_^

 

Il regalo prima del lancio di un prodotto

In qualsiasi operazione di marketing in preparazione al lancio di un prodotto o servizio, è sempre bene regalare il prodotto o servizio ad un ristretto gruppo di persone che sappiamo essere reattive e che lo troveranno utile. Questo dà valore a queste persone, ma al tempo stesso dà a noi importanti feedback su migliorie che si possono fare prima del lancio, e persino recensioni positive ancor prima del lancio effettivo, che possano fare da riprova sociale per l’acquisto.

 

Che ne pensi? Hai mai pensato di offrire un tuo servizio o un prodotto gratuitamente per avere feedback positivi prima del lancio?

 

Qui puoi leggere di più sul lancio di Alexa in Italia

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