Perché non faccio più siti internet

Nel mio lavoro c’è stato quello che a molti potrebbe essere risultato un repentino cambiamento di attività. Ho deciso di punto in bianco di non produrre più siti internet ma dedicarmi ai contenuti, allo storytelling, a raccontare e trasportare gli utenti in mondi che già conoscono perché sono dentro di sé, avvicinandoli però al prodotto o al servizio che offre il cliente che deve vendere.

Detto così può suonare molto articolato e complesso, in realtà faccio esattamente quello che facevo prima, solo che non mi occuperò più di costruire fisicamente il sito, ma ne gestirò la comunicazione, la via editoriale che trascina il lettore a trasformarsi in cliente.

Il content marketing è questo, e lo faccio da diversi anni, da quando nel 2007 creai il mio primo blog di settore, Italianwebdesign, e senza rendermene conto, complici un po’ di tecniche base di SEO, attirai sempre più visitatori e colleghi verso il mio sito. La realtà è che non dovevo vendere niente, ma avevo solo voglia di condividere.

Quello che ha fatto però IWD per me nel tempo è stato di costruirmi una brand reputation, cioè un’immagine, una sicurezza e una base per cui fra i nuovi clienti che mi arrivavano, almeno la metà sapevano cos’era Italianwebdesign perché avevano provato a cercare una soluzione tecnica ad un loro problema e avevano letto qualche articolo.

Ai tempi forse ero e sono una delle poche donne nel settore (interviste ad altre colleghe che stimo) e venivo al tempo stesso criticata perché non ero brava abbastanza, perché non sapevo sviluppare un sito web in php senza appoggiarmi a risorse open, o forse perché ritenevano i miei risultati non all’altezza della mia “fama”. Intanto però ero una delle poche a saper attrarre utenti verso il mio sito.

Negli anni altri progetti di blog si sono affacciati e accompagnati alle mie passioni, come Myplaceintheworld.it e Lovin’Edinburgh, ma senza un obbiettivo o un fine apparente. Anche se a conclusione dei fatti mi hanno sempre portato nuovi clienti, in questo caso provenienti dalla Scozia, con i quali lavoro tuttora benissimo.

Allora a cosa serve il content marketing? Serve sostanzialmente a creare contenuti utili per i tuoi futuri clienti, regalare per ottenere un sorriso, se vogliamo quel karma positivo, che porta il cliente a fare click e soprattutto a farlo tornare da te.

Detto questo di sviluppatori ce ne sono a migliaia, e ne conosco di bravissimi nella mia rete, cui mi appoggerò per la creazione di siti, se è quello di cui i miei clienti avranno bisogno, ma io mi dedicherò al cuore e all’azione che comporta avere un sito: gestirlo, nutrirlo e nutrire la curiosità e l’affetto dei potenziali nuovi clienti.

Contattami se vuoi saperne di più.

 

Photo by Trent Erwin on Unsplash
Perché non faccio più siti internet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su