Come siamo messi nel nostro settore in Italia?

Ciao ragazzi, allora, facciamo il punto della situazione lavorativa: come siamo messi?
Personalmente fino a qualche settimana fa ero ferma, quasi completamente. D’improvviso, da un paio di settimane, si moltiplicano le richieste di preventivo e molti lavori vanno a buon fine. Effetto Pisapia? Chissà.. 😉 Ecco alcuni dati da Assinform e Istat in merito al settore IT nel quale ci sentiamo inclusi, anche se oscilliamo sempre fra l’IT e il grafico/pubblicitario.

Cito testualmente da un comunicato di twago, la piattaforma europea d’intermediazione online per servizi in outsourcing, in grado di mettere in contatto aziende con i freelance:

Nonostante nel 2010 l’Italia sia stata caratterizzata da una forte diffusione delle nuove tecnologie e da un aumento del fatturato sui versanti dell’hardware e dei servizi internet, il mercato ICT nazionale fa fatica a stare al passo con la media europea ed extraeuropea. Ma le nuove frontiere del telelavoro in outsourcing possono contribuire al rilancio del settore.

E ancora:

[…]
Nonostante per il 2011 le stime parlino di una ripresa del + 1,3% – secondo l’anticipazione del Rapporto Assinform – i ritmi sono troppo lenti, sia rispetto alle necessità di cambiamenti strutturali del Paese, sia riguardo al divario sulle politiche per l’innovazione che scontiamo nel confronto con i mercati internazionali.
All’allarme di Assinform, che invita le istituzioni ad incentivare politiche di sviluppo del Made in Italy tecnologico a supporto dell’export e dell’innovazione dell’industria e dei servizi, si sono aggiunti nella giornata di ieri i dati del “Rapporto Annuale Istat” i quali denotano una “ripresa stentata” della macchina economica italiana accompagnata da “una situazione di persistente deterioramento del mercato del lavoro” che penalizza soprattutto donne e giovani.
Le piattaforme europee ed extra-europee per il telelavoro in outsourcing rappresentano, soprattutto in momenti di crisi stagnante, un valido strumento per lavorare a distanza, contribuendo ad abbattere anche alcuni costi relativi alla logistica.

In sostanza, anche la situazione politica non giova al nostro settore, ma questo già lo sapevamo.
In Europa sono più propensi al telelavoro e al part-time, con vantaggi notevoli sull’economia impiegando donne e giovani che altrimenti troverebbero maggiori difficoltà impiegatizie (oltre che essere un vantaggio di tutti a livello ecologico).
Che ne dite è ora di cambiare aria in Italia o cambiamo aria noi? Dite la vostra, purchè non si sfoci in dibattiti puramente politici, tanto la situazione sappiamo com’è e possiamo solo sperare nel cambiamento.

lauryn

Web designer dal 2002, mi occupo di content marketing per la società WordSteps SLT LTD di Edimburgo e altri clienti. Vivo a Milano, sposata con una figlia e due cagnoline, e una passione per libri e Scozia.

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