Quella maledetta paura di fare “il salto”

Raccogliendo le idee è saltato fuori che molti webdesigner, magari dipendenti o che al contrario faticano a trovare un posto stabile, desiderino fare il cosiddetto “salto” e mettersi in proprio. I motivi sono i più disparati: dalla disperazione appunto di non trovare un contratto a tempo indeterminato (cosa alquanto comune in Italia in tutti i settori) fino al contrario, al sentirsi troppo “costretti” e sfruttati da un contratto a tempo indeterminato che non si adegua economicamente alle nostre necessità.

Il lavoro da freelance

Ai miei tempi sono stata dettata dalla necessità, visto che le aziende nel 2003 non assumevano quasi per niente, poiché c’era troppa offerta di webdesigner. Ero ragioniera (diplomata nel 1996)  e dopo aver lavorato come ragioniera mi ero rotta e ho mollato tutto per frequentare un corso di web design. Non me ne sono affatto pentita devo dire. Lo rifarei.

Lavoro in modo semi-indipendente, comodo, forse troppo sedentario (ma posso programmarmi una passeggiata in pausa pranzo all’orario che desidero) e talvolta manca il contatto diretto con dei colleghi. Ma dirò, ho lavorato in uffici in cui erano presenti 6/8 persone, e talvolta la confusione e le chiacchiere distraevano non poco dal lavoro, per cui meglio il piacere di incontrare colleghi e clienti in occasioni di riunioni o aperitivi conoscitivi, molto più piacevole! E poi non è che si sia completamente soli, spesso le riunioni Zoom riempiono le giornate!

Tenersi aggiornato e sempre “in rete”

Al di là di questo, è importante ovviamente avere una piccola cerchia di clienti o un rapporto con un’agenzia o una piccola rete di professionisti, specializzati magari in campi coerenti con la nostra attività. Se siamo webdesigner senza il supporto di una webagency è infatti necessario conoscere almeno un buon developer, un esperto di webmarketing e all’occorrenza, un esperto di accessibilità o User Experience. E sia la ricerca di clienti che di collaboratori necessitano di tante ore di navigazione, conoscenza ed esperienze tramite forum, community e di blogging! Non penserete certo di trovarli sottocasa 😉 anzi, trattandosi spesso di telelavoro dovrete necessariamente cercare in rete, e spesso il più  bravo dei collaboratori si trova magari a 300Km di distanza e il cliente ad altrettanti in direzione opposta, ma è il bello del nostro lavoro!!

Non sempre è necessario un ufficio, anzi il mio consiglio è che finché si è da soli e si lavora “a distanza” non è indispensabile, è sufficiente un angolo, in casa, con il vostro pc con stampante/scanner, per fare tutto.

Prima di fare il salto.

Consultare un buon commercialista chiedendo consigli e un preventivo. Se non avete già in partenza dei clienti che vi pagano cifre esorbitanti rientrerete sicuramente nel cosiddetto “regime forfaitario” (per le nuove imprese).

Inoltre se temete di rimanere a secco di soldi entro l’anno, ovviamente contate di avere una discreta scorta e soprattutto di essere in condizioni di farlo, questo benedetto salto. E cioè di abitare ancora con i genitori perlomeno. Ritrovarsi a dover pagare l’affitto senza avere i soldini non è bello 😉 Fatelo finché potete, se è quello che volete!

E poi i clienti. Come ripeto, fate i prezzemolini, spargete la voce, fatevi dei bei biglietti da visita ed un portfolio, anche se vuoto, che contenga il vostro curriculum e conoscenze. Fate magari pratica partecipando a contest e tutto quello che può passare la rete, e pubblicatelo.
Avete una passione per il tale cantante? Fate un sito tributo e pubblicatelo sul vostro portfolio!! Tutto fa brodo all’inizio! Anche essere sottopagati.

Fare un sito per 200 euro non è un crimine se serve a portarvi esperienza e un buon passaparola fra il cliente e il suo giro di conoscenze! Ovviamente più cercate di farlo bene, meno problemi avrà il sito, e la voce si spargerà più velocemente. Se costringete il cliente a rivolgersi ad un professionista più accreditato perché il sito non si vede bene su Edge (ad esempio) e non sapete come risolvere il problema, sarà un cliente (moltiplicato per 5) in meno. Per cui studiate, studiate, e non smettete mai di perfezionarvi!

Sottoponete le vostre creazioni a giudizio. Sia dei clienti e amici, per capire se i sistemi di navigazione funzionano, se i siti sono usabili e se risultano gradevoli, sia da parte di altri professionisti, tramite le community: le critiche aiutano a crescere!!

Questo è quello che mi sento di consigliarvi.

Ora sfogatevi pure e dite la vostra, vi sentite pronti? Per quale motivo volete mettervi in proprio? Che timori avete?

 

Photo by Evgeny Klimenchenko on Unsplash

lauryn

Web designer dal 2002, mi occupo di content marketing per la società WordSteps SLT LTD di Edimburgo e altri clienti. Vivo a Milano, sposata con una figlia e due cagnoline, e una passione per libri e Scozia. Ultimo libro uscito 4 passi per andare online e trovare nuovi clienti da subito

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