Lavorare da casa: se lo smart working ti fa impazzire…

In questi giorni di contingenza da Corona Virus molti stanno sperimentando per la prima volta lo smart working, ossia lavorare da casa connettendosi telematicamente alla propria azienda o gruppo di lavoro tramite call su Skype, messenger, ma anche e soprattutto molto lavoro in autonomia e da solo.

Per chi lo fa per la prima volta si rischia di impazzire, per diversi motivi:

  • asocialità
  • stanchezza da super lavoro
  • stanchezza da super riunioni telematiche inutili

Io lavoro da 17 anni come freelance da casa, ed ho imparato a mie spese che bisogna imparare fin da subito a gestirsi bene tempi, compiti (task) e tutto quello che vi ruota intorno.

Ad esempio nel 2007, dopo pochi mesi di smart working completamente da sola in casa con il cane, in un periodo dove la mole di lavoro era piuttosto pesante, ho avuto dei problemi legati al cuore, scoprendo poi che si trattava solo di stress e di extrasistole. Da quel momento ho capito che dovevo staccare più frequentemente, passeggiare e assumere una posizione corretta mentre lavoravo.

Oggi vorrei soffermarmi su uno di questi aspetti, che servono per evitare di andare fuori di testa a sera.

Muoversi, staccare, fare una passeggiata.

Photo by Arek Adeoye on Unsplash

Lo so che vorreste poltrire nel letto fino all’ora di attaccare, che goduria non dover prendere i mezzi pubblici o buttarsi in tangenziale per arrivare a lavoro! Verissimo, ma se non attivate il vostro corpo, partite già con il piede sbagliato.

Un passeggiata mattutina per risvegliare i sensi, respirare aria buona dove possibile, ossigena il cervello. Basta poco, 15/20 minuti, e vedrete che ne trarrete giovamento.

Una pausa ogni ora è dovuta, alzatevi da quella sedia, andate anche solo in bagno (ma lontani dal frigo!) o riassettate il letto che magari avevate lasciato a prendere aria.

Pausa pranzo: se non avete voglia di cucinare va benissimo anche un panino, una vellutata già pronta con due crostini, ma mangiate per ritrovare energie e non appesantitevi. E poi di nuovo, se potete, uscite a fare un giro. Oppure staccate facendo qualcosa che vi piace: disegnare, fotografare, leggere, fare giardinaggio…e se proprio siete distrutti va bene un riposino, ma non più di 20 minuti.

E via così fino a sera, dove potete fare quello che volete, Corona Virus permettendo.

Cosa faccio io

Photo by Bench Accounting on Unsplash

Al mattino accompagno mia figlia a scuola e poi porto giù le cagnoline, cosa che mi aiuta appunto a ossigenare il cervello (si fa per dire, con l’inquinamento di Milano!).

In pausa pranzo mangio qualcosa di veloce ed amo mangiare mentre mi guardo una puntatina su Netflix di qualche serie divertente.

Inoltre tutte le attività legate alla gestione della casa mi tengono attiva portandomi a muovere il sedere dalla mia postazione di lavoro al computer, e ciò è solo che un bene.

Una volta prelevata la bimba a scuola, attività che mi spinge ad uscire per forza alle 16, riesco a fare uno stacco, anche se spesso non posso poi riprendere a lavorare dopo per le sue attività extrascolastiche o perché preferisco stare con lei, a parte qualche emergenza lavorativa.

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Photo cover by Kevin Bhagat on Unsplash

2 commenti su “Lavorare da casa: se lo smart working ti fa impazzire…

  1. Io se non avessi il mio cane sarei finita! Non solo sono “costretta” ad uscire con lui più volte al giorno salvandomi dalle ore al computer, ma ogni tanto mi fa staccare anche per qualche giochino;)
    Quello che vorrei consigliare, oltre ai punti che giustamente hai evidenziato nell’articolo, è anche fare attenzione al cibo: si rischia di fare tanti piccoli spuntini ma di cibi spazzatura. Essenziale inoltre, secondo me, avere una scaletta delle priorità per evitare di essere dispersivi. Anche se poi non la si segue alla lettera, serve comunque ad avere una direzione.

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