Cercare lavoro è un vero è proprio lavoro

I tempi sono cambiati, c’è chi dice in peggio e c’è chi dice in meglio, ma cercare lavoro lo si faceva, lo si fa e lo si farà, nonostante tutti i cambiamenti e le complicazioni del caso. Cercare lavoro è un’attività che al giorno d’oggi sempre più spesso succede di dover intraprendere, una volta per cercare qualcosa di nuovo, un’altra per cercare qualcosa e basta ma se un aspetto rimane immutato lungo il corso degli eventi, è che quando bisogna farlo, bisogna farlo bene. Non basta infatti andare per tentativi e cercare la fortuna dei grandi numeri, perché non sempre è una tattica che funziona.

Cercare lavoro, da dove cominciare

C’è chi dice che una volta che si è capito cosa si vuole fare di lavoro, si è già a buon punto. Sicuramente è un ottimo punto di partenza, ma dopo la preparazione accademica e professionale, la gavetta e mille difficoltà, c’è un aspetto importantissimo che viene sempre troppo spesso tralasciato: come cercare lavoro. Ebbene sì, anche questo è molto importante, un buon metodo porta buoni risultati, ma per molti questo non conta, e quindi spesso succede di non trovare cosa si cercava.

C’è chi usa il porta a porta. E’ una tecnica che può valere per chi ha molte doti comunicative, una bella faccia tosta, e che sa cosa vuole. Non sempre uno sviluppatore o un web designer può avere queste caratteristiche, ma magari un esperto di comunicazione e marketing sì, e può essere proprio la sua carta vincente completando così la sua presentazione. Bisogna però avere già in testa da chi  andare e come autocandidarsi, ed è una ricerca imprescindibile che si può fare online o live, setacciando la città passo per passo, citofono per citofono.

E per i comuni mortali?

Ma veniamo invece a chi non ha tutta questa faccia tosta. Una volta bisognava uscire di casa, comprare molti giornali, sfogliarli, leggerli, selezionare i migliori, fare telefonate. Oggi è molto più semplice cercare lavoro, perché abbiamo a disposizione il web. Non che la cosa cambi la possibilità di incappare in fregature o abbagli, anzi risulta molto più facile in questo modo e bisogna avere gli occhi aperti, ma se si ha un metodo, tutto può essere molto più efficace e rapido, perlomeno nella fase di ricerca e candidatura.

Su bakeca.it ad esempio è molto facile cercare lavoro, perché si può sfogliare fra migliaia di annunci che vengono inseriti ogni giorno. Quello che dovete fare è nella sezione lavoro, sezione “informatica e telecomunicazioni” oppure “marketing-comunicazione-grafica“, che sono quelle che più si avvicinano alle nostre professioni. Potete filtrare anche per tipo di contratto o località, per affinare la ricerca. Salvate nei preferiti (stellina) se volete rileggere o candidarvi con calma, oppure cliccate e si aprirà un form molto semplice in cui allegare anche il curriculum.

La lettera/mail di presentazione

Ora: dobbiamo giocarci il tutto e per tutto in quelle poche righe. Non basta allegare il cv, a maggior ragione se ci si autocandida senza aver risposto ad un annuncio. Mettetevi nei panni di chi riceve i cv e vede solo un cv pieno di informazioni e niente sul carattere e la personalità del candidato. O meglio, una non-candidatura in cui un candidato rivela solo di essere superficiale e di non dare sufficiente importanza al lavoro per cui si sta candidando: scartato.

Un buona presentazione dovrebbe essere concisa, ma non troppo breve. Ma nemmeno un poema sulla nostra vita, alla seconda riga il selezionatore chiude tutto e va via.
In due righe, riassumere le proprie skill, magari quelle principali e per le quali ci si sente più portati, raccontare cosa ci piacerebbe fare nella loro azienda e le nostre prospettive per il futuro.

Non raccontate del Commodore64 che vi hanno regalato a 5 anni, questa storia la scrivono tutti gli sviluppatori o web designer. (E’ un po’ come dire che all’asilo eravate bravi a disegnare 😀 )

Piccola nota a margine: all’estero danno anche molta importanza ai nostri hobby, per capire che carattere abbiamo e come affrontiamo certe situazioni, mentre in Italia, almeno nelle piccole/medie aziende, se ne curano poco. Ovviamente tralasciamo di raccontare dei nostri venerdì sera a sbevazzare 😉

Altra piccola nota per l’Italia: vista la situazione economica, vediamo di non sparare subito come prospettiva quella di guadagnare un fottio di soldi e di diventare direttore dell’azienda in questione (ma questo vale anche per tutti).

Inviata. E ora?

La fase successiva: telefonare o non telefonare? Chiedere conferma o meno?
Personalmente non chiamo mai, mi sembra di invadere troppo la “privacy” dettata proprio da un annuncio fatto e scritto per il web e che prevede una metodologia anche da parte di chi seleziona il personale: raccolta dei curriculae, selezione preventiva, organizzazione dei colloqui, etc. Magari se proprio una chiamata volete farla, siate molto generici chiedendo se il vostro cv è arrivato e se sono state organizzate delle sessioni di colloqui, senza essere insistenti sul vostro nello specifico. Via mail vale lo stesso discorso, non spingetevi troppo in là ma siate sempre generici e mai insistenti: otterrete l’effetto opposto senza passare dal via.

Image by Stuart Miles at FreeDigitalPhotos.net

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