Genitori freelance: essere comunque produttivi è possibile?

Te lo chiedi quando la sera vai a dormire sfatta e stanca e percorri mentalmente la giornata: ma ho concluso qualcosa oggi?

Credo che molte mamme ed altrettanti papà freelance si stiano chiedendo se nella giornata appena conclusa siano stati sufficientemente efficaci pur avendo lavorato mmm vediamo….mezz’ora qui, 10 minuti lì, poi ho fatto la lavatrice, ah no poi mi ha chiamata la bimba, poi siamo andate al parchetto…appena tornate ho fatto altri 15 minuti, poi il pranzo, poi un’oretta durante il riposino, poi ho interrotto e…3 ore in tutto?

Per alcuni tipi di lavoro è davvero dura riuscire a completarli entro i termini stabiliti, ma ce la possiamo fare. Io ho imparato da sola il metodo ROAD di cui parla Silvia Ancordi, consulente olistica, ma per chi non ha come me a disposizione una rompip…ehm una dolcissima bimba con bisogno di attenzione :D, c’è l’altrettanto valido metodo del pomodoro, qui spiegato per tutti i freelancer che vogliono migliorare la propria produttività.

In cosa consiste?

stock-illustration-42700468-woman-juggling-work-life-balanceNientemeno che in quello che già state facendo: spezzare il lavoro in tanti micro-compiti o task, distogliendo l’attenzione da quello che state facendo per fare altro ogni tot minuti, come spiegato nelle tecniche di cui sopra. Nel nostro caso i minuti dei task possono variare di molto, così come il tipo di attività, il che non è altro che un bene.

Potrà sembrare un metodo confusionario e da pazzi, in realtà è molto più costruttivo di quanto sembri. Concentrarsi veramente su di un’attività, per poi staccare quando si sente smorzare l’entusiasmo o si cominciano a disperdere le energie, è molto meglio. Provare per credere.

Funziona davvero?

La mia impressione, dopo mesi di attuazione forzata di queste metodologie ha dei pro e dei contro, che vi elenco in ordine sparso e che spesso si autoeliminano l’uno con l’altro:

  1. Si ha sempre l’impressione che i tempi si allunghino: in realtà considerato che avremmo comunque perso (o preso) tempo cazzeggiando su Facebook (per chi non fa il social coso ovviamnete) o andando al frigo a prendere qualcosa da sgranocchiare, etc, risulta molto più efficace che stare 10 ore filate davanti al computer
  2. A fine giornata mi sento meno “rintronata” ed intontita, ma forse più stanca perché faccio anche altro e completo più “task” anche di diverso tipo
  3. Per completare task più lunghi bisogna programmarli ed eseguirli necessariamente nei periodi di tempo in cui sappiamo che non possiamo essere disturbati (il che può voler dire anche di notte!)
  4. Bisogna sempre progettare il giorno prima i task da completare, altrimenti si rischia di vagare alla cieca: quei 15 minuti devono essere produttivi, pertanto non dobbiamo perdere tempo a pensare a cosa dobbiamo fare, ma farlo. Pertanto la programmazione è uno di quei task lunghi che necessitano tranquillità per essere eseguiti, e una buona agenda aiuta in questo caso. Mi sono resa conto di preferire l’agenda cartacea perché mi permette di toccare con mano le cose da fare, salvo poterci scrivere sopra in assenza di nana in circolazione, altrimenti viene presa come ostaggio per pasticciare e finisce l’evento programmatico.
  5. Spesso riesco a completare i task prefissati e riesco a rispettare le scadenze, che ho però dovuto riprogettare con tempi più “larghi” di prima
  6. A volte quando ho tanto tempo a disposizione sento il bisogno di staccare fin troppo presto, talmente mi sono abituata a micro-taskeggiare

Juggling-Mom-by-schlepping3.wordpress.com_Ed ecco che comprendo maggiormente il senso di multitasking: non è fare tante cose tutte insieme, ma è fare UNA  cosa ALLA VOLTA, concentrandoci unicamente su quella, per poi passare ad altro quando non ci sentiamo più produttivi.

In conclusione essere genitori e freelance riduce un po’ la mole di lavoro cui si può far fronte, ma si può essere produttivi comunque (se non si impazzisce prima ahaha)

Che mi dite voi? Genitori e non?

 

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