Responsive sì, responsive no, responsive come?

Dall’avvento del responsive in poi, non c’è un webdesigner che non ne conosca, almeno a spanne la definizione. Dall’italianizzato “responsivo”, alle altre declinazioni, oramai si sa che un sito responsive è un sito che si adatta ai vari device e browser grazie a diverse tecniche nuove, associabili all’html5, javascript e css3.

Esistono però, navigando in rete, diversi modi di approcciarsi al responsive. Non dico che uno sia più giusto e un altro sbagliato, ma guardiamoli un attimo assieme per trarne le dovute conclusioni, sempre IMHO (in my humble opinion).

Trovandomi a dover giudicare e votare per i siti candidati ad Italian Web Gallery, di cui sono giurato, mi ritrovo spesso a dovermi confrontare con le novità in fatto di design, codice e quant’altro. E il responsive è uno di questi approcci con i quali mi piace confrontarmi, perché il modo con il quale un sito si riadatta “responsivamente” rientra nel campo dell’usabilità del webdesign.

Da desktop a mobile o da mobile a desktop?

Il concetto di responsive parte dal fatto che i siti vengano creati principalmente per essere visitati da dispositivi fissi, che sono ancora per fortuna la maggioranza nelle statistiche di visita. Pertanto, sempre imho, il concetto di responsive parte da una prima progettazione desktop per poi essere “declinata” nelle versioni mobile (e tablet, etc) e non viceversa.

Si assiste invece sempre più spesso ad un approccio al contrario. O meglio, a mio avviso, semplificato (meno complicato da gestire) e non più “responsive” nel verso senso del termine.
Molti siti infatti dispongono di una versione mobile ottimamente accessibile, ma una versione desktop a dir poco fastidiosa, perché non è altro che la versione mobile “ingigantita”. E cosa è più fastidioso di dover scorrere con la barra laterale un intero paginone occupato solo da un unico logo o da due righe di testo, che magari contengono anche l’indicazione “tocca qui per scorrere“? Per scorrere cosa? Io ho una pagina da 1440px x 900px e tu mi ci piazzi solo un logo nel mezzo? Ok il discorso dello spazio e del bianco, ma così è troppo.

Ed ecco quindi un fiorire di siti con menu di tipo mobile, di touch and scroll inutili o con qualche animazione di troppo. Non voglio riportare esempi per non ferire nell’orgoglio qualche webdesigner, ma è facile capire di cosa sto parlando.

E voi? Qual è la vostra esperienza responsive in rete e sui vostri lavori? E le richieste del cliente? Sanno di cosa si parla?

Immagine da TechStream©

lauryn

Web designer dal 2002, mi occupo di content marketing per la società WordSteps SLT LTD di Edimburgo e altri clienti. Vivo a Milano, sposata con una figlia e due cagnoline, e una passione per libri e Scozia. Ultimo libro uscito 4 passi per andare online e trovare nuovi clienti da subito

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